“Se Credi In Te Stessa, Ce La Fai”. Ma è proprio vero?

ARETA'S / ARTICOLI RECENTI / DIARIO / DONNA & MAMMA / LIFESTYLE / 30 January 2016

RIFLESSIONI SUL PERCHE’ LE COSE NON VANNO COME VORREMMO

#ildiariodiareta | 05 gennaio 2016

Me lo ripeto sempre: Se ci credi, riuscirai a realizzare i tuoi sogni! Lo trovate scritto anche nella homepage, sotto il nome del sito:

If you believe, you achieve

Si potrebbe pensare che sia un messaggio destinato a chi visita il sito, ma in realtà serve soprattutto a me stessa.

Anch’io ho bisogno di credere che ce la farò a raggiungere i miei obiettivi e nei momenti in cui sono triste e demotivata, quella piccola scritta mi dà la forza di continuare a fare ciò che mi piace, nella speranza che la mia perseveranza possa guidarmi verso una piena realizzazione personale e professionale.

Mamma E Figlia che parlano su aretahysa.com by Areta Hysa Realizzazione personale

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Stamattina però ho pensato a tutto questo sotto un’altro punto di vista e ha iniziato a girarmi in testa una domanda:

Davvero tutte le donne possono farcela a realizzare i propri sogni?

Ci ho pensato per un po’ e se devo essere completamente sincera, la risposta che mi sono data non è molto confortante poiché mi rendo conto che ci sono molti fattori esterni che impediscono alle donne di riuscire nella propria vita.

Credo che due siano le principali motivazioni:

1. La figura maschile di riferimento

Tutte noi, chi più chi meno, siamo spesso limitate nei nostri pensieri e azioni dagli uomini. Prima è il turno del padre, che nel suo tentativo di proteggerci o per molte altre ragioni, non ci permette di essere libere. Di uscire, di andare all’estero per l’Erasmus, di frequentare “certe persone” che a lui non piacciono e, la peggiore di tutte, di scegliere il percorso di studi e la carriera che vorremmo.

E quando finalmente ti sei liberata (si fa per dire) dell’ingombrante figura paterna, ecco che arriva una nuova forma di controllo maschile: quella del fidanzato/compagno/marito. Magari è tutto molto più velato, ma la pressione psicologica, si sa, è molto più deleteria di un divieto espresso ad alta voce.

Un compagno vuole ritrovare nella propria moglie la figura della madre. Non vorrei far arrabbiare nessuno, ma spesso noto che è proprio così. Se la suocera è una donna particolarmente dedita alle pulizie e all’ordine, vostro marito non potrà che aspettarsi proprio questo da voi: una casa linda, perfetta, sempre in ordine.

Altro che carriera.

C’è poi la suocera che ha dedicato anima e cuore alla famiglia e quindi ai figli. Cosa si aspetterà vostro marito da voi? Proprio questo: che restiate a casa a prendervi cura dei suoi meravigliosi figli. Tanto ai soldi ci pensa lui: a costo di lavorare 12 ore al giorno, per tutto l’anno.

Nulla da condannare.

Credo solo che in fondo siamo tutti un po’ vittime del sistema in cui siamo cresciuti. Accettiamo e comprendiamo solo i “modi” e i “pensieri” con cui abbiamo confidenza. Il nuovo spaventa ed è per questo che non viene né compreso, né accettato.

2. La necessità urgente di mantenersi o mantenere la propria famiglia

Un altro grande ostacolo alla realizzazione personale è la urgente necessità di guadagnare dei soldi. Parliamoci chiaro, se non si hanno dei genitori che ti pagano tutto o un marito che con il suo lavoro è in grado di mantenere la famiglia, difficilmente una donna sarà libera di pensare alla propria crescita personale.

Con il senso di responsabilità che si ritrova, ogni donna penserà prima alla famiglia e poi a se stessa.

Tutto Va Come Deve Andare - La Realizzazione Personale Su aretahysa.com by Areta Hysa _ 012

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Ciò significa che andrà a fare il primo lavoro che troverà: non importa se avrà sudato sette camicie per conseguire la laurea in lingue, marketing o economia. Lei svolgerà un qualsiasi lavoro che permetta ai suoi bambini di stare bene e di avere di che vivere.

E’ logico che le cose vadano in questo modo, ci mancherebbe, ma immaginiamo per un attimo una società dove la mamma viene supportata davvero dallo Stato e il suo reinserimento nel mondo del lavoro viene agevolato mediante fondi e aiuti istituiti ad hoc.

Molte storie, di molte persone, prenderebbero senza dubbio una nuova direzione.

Conclusione?

E’ facile per me o chiunque altro dire che tutto si può fare e che la realizzazione personale è un obiettivo che prima o poi tutte le persone possono centrare, ma non sempre è così.

Vero è che una donna che vive in Italia gode di privilegiatissimi diritti civili che la maggior parte delle donne di molti altri paesi non si sogna neppure. Nello stesso tempo però, propri perché tali diritti le sono garantiti per legge, si sente ostacolata in diversi ambiti sociali e di vita quotidiana:

1. Pochissimi aiuti nei primi, difficili anni da mamma;

2. Stipendi inferiori a quelli degli uomini, sempre;

3. Gestione della casa quasi interamente sulle sue spalle;

4. Educazione dei figli? Come gestione della casa, ammettiamolo;

5. Carriera? Bruciata appena si inizia a parlare di figli.

Scusatemi, ma questi figli le donne li hanno concepiti insieme agli uomini o sbaglio?

Sto diventando polemica, lo sento, ma certe cose mi sembrano davvero scorrette. Come se “donne” e “uomini” fossero due categorie e non un insieme di esseri umani con sentimenti, bisogni e desideri simili.

La soluzione a tutto questo credo possa essere solo l’unione delle forze. Innanzitutto, il confrontarsi tra noi donne. Non per criticare gli uomini, peggiorando così la situazione generale, ma provando a costruire insieme un progetto che ci permetta di sentirci sempre più fiduciose verso il futuro.

Areta Hysa fashionmyloveitaly La Realizzazione Personale

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Nel mio piccolo, ho creato uno spazio su Facebook per permettere alle donne e mamme di dare voce alle proprie difficoltà, cercando così di ritrovare fiducia in se stesse per crescere con il sostegno e la forza di tutte le altre.

Da questa idea è nato pochi giorni fa il gruppo Mamma e Donna Felice.

Per essere felici davvero e non per esibire quella felicità che tutti pretendono da noi, ma che spesso nella realtà non esiste.

Se sei una donna e credi in questi ideali, unisciti al gruppo Mamma E Donna Felice e chiedi aiuto se necessario. Insieme si può fare molto. Probabilmente non cambieremo il mondo, ma noi stesse sicuramente sì.

E’ un buon punto di partenza, non credete?

Per ora vi lascio con la meravigliosa canzone “Only Time” by Enya.

Chi può dire dove finiscono le strade e 
dove iniziano i giorni?

Only Time | Solo Il Tempo.

Spero sinceramente di non aver offeso la sensibilità di nessuno parlando in modo così schietto di questioni personali e delicate.

Vorrei solo che si creasse un dialogo che possa aiutare tutte quelle mamme che stanno vivendo dei momenti di difficoltà, proprio come è successo a me nei primi mesi di vita della piccola Sofia.

Un abbraccio grande a tutte!

Lasciate pure il vostro commento. Ogni punto di vista è importante perché solo confrontandosi in modo civile si può crescere e migliorare.

Al prossimo articolo,

Areta Hysa

#fashionmyloveitalyteam

#fashionmyloveitaly4happiness

***

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CARLETTO É “MORÌTO”, MAMMA


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