L’Egoismo, Peppa Pig E Una Donna Da Salvare

ARETA'S / ARTICOLI RECENTI / DIARIO / DONNA & MAMMA / 12 January 2016

I FIGLI NON SONO FIGLI TUOI…

#ildiariodiareta

Sono mamma da tre anni. Nello stesso periodo, sono diventate mamme altre 3 mie carissime amiche e ciò di cui vi voglio parlare oggi riguarda il modo in cui ognuna di noi ha reagito alla nascita di un figlio: il più grande cambiamento nella vita di una donna.

Ve ne parlo raccontandovi delle nostre reunion che si ripetono puntuali ogni volta che ritorno a ‘casa’, nelle Marche, per qualche giorno di vacanza da trascorrere con la famiglia.

Le mie amiche hanno tra i 25 e i 40 anni e sono più o meno tutte impegnate: chi convive, chi fidanzata e chi sposata, con o senza figli. Eccole qui:

Amiche Addio Al Nubilato

Ciò che ci accomuna è la gioia di vivere, l’allegria e la voglia di trascorrere un po’ di tempo insieme, stile Sex and the City, per raccontarci di fronte a un profumatissimo bicchiere di Verdicchio dei Castelli di Jesi (siamo in Italia, mica a New York!) le reciproche novità e perchè no, per spettegolare e liberarci così dello stress e di quella perenne sensazione del… ‘capitano tutte a me’!

C’è da dire una cosa importante: ci siamo NOI, prima dei figli e NOI dopo essere diventate mamme.

Andiamo con ordine:

LA NASCITA DI UN FIGLIO: NOI PRIMA DI DIVENTARE MAMME

Gli aperitivi dopo il lavoro erano una cosa direi quasi normale, le scarpe con tacco alto una rassicurante abitudine quale specchio della propria femminilità e il parrucchiere era idealmente uno dei nostri amici più cari.

Nel weekend poi, ci si ritrovava in splendida forma per trascorrere insieme una bella serata tra donne con tanto di dopo cena in uno dei locali del centro dove il dj di turno ci faceva scatenare con la house music fino a notte fonda e il tutto si concludeva con il rendersi conto di quanto velocemente fosse trascorso il tempo.

Amiche addio al nubilato

Ecco uno delle dimostrazioni più significative della legge di relatività, così come intesa da noi comuni mortali. In poche parole: sei, sette ore erano volate via senza che ce ne fossimo rese conto ed era già ora di andare a fare colazione in quella fantastica pasticceria dove, lontano da luci stroboscopiche e musica assordante, si rientrava pian piano nei ritmi della vita ‘da giorno’.

Con la differenza che noi, il cornetto, ce lo gustavamo sedute in riva al mare, contemplando in silenzio quella meraviglia che si chiama… alba.

E’ arrivato poi un momento in cui abbiamo deciso di avere un figlio. Con entusiasmo, paura e mille emozioni , ci siamo aperte a una nuova vita che ha iniziato a crescere dentro la nostra anima.

E poi… e poi è nata lei, è nato lui. E le donne sono diventate mamme.

Mamme e basta? O donne + mamme? Ne riparliamo più giù.

LA NASCITA DI UN FIGLIO: NOI DOPO ESSERE DIVENTATE MAMME

“Paola, andiamo a prendere l’aperitivo dopo il lavoro?” “No Are, non ce la faccio, devo andare di corsa a riprendere Mattia al nido, poi ho da stirare, preparare la cena e alle sette arriva Stefano (ndr. vedi alla voce marito stressato) che, poverino, chissà quanto sarà stanco: ha lavorato tutto il giorno e stanotte non abbiamo chiuso occhio perché il piccolo aveva le coliche.”

Provate voi a convincere un’amica che ti spara a 300 all’ora cotante valide motivazioni a dedicarvi 30 minuti del suo prezioso tempo. Ma andiamo avanti.

Paola che prova a farmi uscire: “Areta che ne dici, domani sera ci vediamo per una pizza?” e io: “No, Paola non ce la faccio proprio! Sofia ha la febbre e poi ho i capelli che fanno schifo… Mi sento uno straccio, giuro.”

Insomma non c’è mamma che si salvi dal terremoto procurato dall’arrivo di un bambino.

SOLUZIONI?

 Io lo chiamo “sano egoismo”.

Altri spirito di sopravvivenza, amor proprio, ecc. ecc. Chiamatelo come vi pare, l’importante è prendersi cura di sé.

Niente scuse!

Siamo tutte stanche, impegnatissime, stressate. Abbiamo tutte una casa a cui badare e tutto il resto. Se però nella pancia sento che devo mollare tutto in quello stesso istante per andare a fare una bella corsetta, e sia! Se voglio solo mettermi a leggere quel benedetto settimanale che ho comprato 20 giorni fa e ancora e lì a farmi ‘ciao ciao’ da lontano, sediamoci e leggiamolo con calma e senza pensieri.

Insomma, ogni persona sa esattamente di cosa ha bisogno per rilassarsi. Quello di cui a volte ci dimentichiamo è che è un sacrosanto diritto ricordarsi che esistiamo per noi stessi in primis, poi vengono figli, marito, lavoro e tutto il resto.

Ok, a questo punto vedo già qualche faccia scandalizzata.

Cosa c’è di male? Vogliamo dire per forza che i figli vengono prima di tutto? E io ripeto che, per me, non è così! Mi spiego meglio…

Definire un figlio (cito testualmente le varie affermazioni che sento in giro):

1 – La mia ragione di vita

2 – L’unica cosa buona che io abbia mai fatto

3 – La mia felicità più grande

…e molto, molto altro ancora, diventa pericoloso per la serenità non solo della mamma, ma anche del figlio. Perchè?

Perchè, come dice il buon Khalil Gibran

i figli non sono figli tuoi, sono figli della vita stessa

Me and my daughter Sofia

Ma magari leggetevi l’intera poesia che a me ha aiutato molto a capire e reinterpretare un paio di cose dalla nascita di Sofia in poi:

I TUOI FIGLI NON SONO FIGLI TUOI

I tuoi figli non sono figli tuoi,
sono i figli e le figlie della vita stessa.
Tu li metti al mondo,
ma non li crei.
Sono vicino a te,
ma non sono cosa tua.
Puoi dar loro tutto il tuo amore,
ma non le tue idee.
Tu puoi dare dimora al loro corpo,
ma non alla loro anima,
perché la loro anima abita
nella casa dell’avvenire
dove a te non è dato entrare
neppure con il sogno.
Puoi cercare di somigliare a loro,
ma non volere che essi assomiglino a te,
perché la loro vita non ritorna
indietro e non si ferma a ieri.
Tu sei l’arco che lancia i figli verso il domani.

– Khalil Gibran

Io voglio essere quell’arco. Voglio dare a mia figlia quella che per me è la cosa più importante: la libertà.

Puoi donare qualcosa che non comprendi? Che non conosci?

La libertà donata a te stessa è il primo dono che fai ai tuoi figli.

Io, Areta, voglio essere libera di sentirmi una mamma imperfetta.

Voglio uscire con le mie amiche, ridere con loro, scherzare dei nostri piccoli drammi quotidiani, voglio prendermi il tempo di leggere un buon libro, di fare l’amore con il mio uomo, di dedicarmi al lavoro con tutte le energie che ci voglio mettere. Voglio andare dal parrucchiere, voglio andare dall’estetista, voglio sentirmi bella. Voglio che tu, Sofia, mi ami anche se voglio vivere la mia vita. E so che lo farai.

Tu bambina, non mi hai mai chiesto di rinunciare alla mia vita, ai miei sogni.

Non mi vuoi meno bene se oggi sono stanca e non sopporto i tuoi capricci. Tu piangi, ti butti per terra disperata perchè non voglio darti la merendina all’ora di cena, ma pochi secondi dopo hai dimenticato tutto e Peppa Pig ti ha già rapito con la canzone del Trenino che fa Ciuf Ciuf. Poi ti avvicini, mi abbracci, accarezzi la mia pelle, annusi il mio collo ed è sempre amore.

Sofia

Perché tu piccola mia, meglio di chiunque altro sai che il sogno più bello, il più grande che la mamma abbia mai realizzato, sei proprio tu.

Sono una mamma imperfetta e lo accetto.

Vivi la tua vita di donna perché quella di mamma si plasma da sé e non è certo basata sulla perfezione assoluta, ma nasce da infinite sfumature di amabili imperfezioni che ti rendono unica.

Un abbraccio a tutte le mamme del mondo e uno in particolare alla mia che non mi ha mai soffocato con la sua presenza e ha saputo viversi appieno la sua vita.

Ti amo profondamente mamma.

Questa è per te:

Allora avete capito chi è la donna da salvare che cito nel titolo di questo articolo? Siamo tutte noi, che tra famiglia e lavoro ci dimentichiamo di noi stesse e di ricordare quanto sia importante vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo.

Un abbraccio a tutte.

♥♥♥

LEGGI ANCHE:

IL SORRISO DI UNA BADANTE E IL SENSO DEL 08 MARZO

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AMORE E ODIO AL FEMMINILE

 Al prossimo articolo!

Areta


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  • Denise Di Girolamo

    Bellissimo articolo… Ma non sempre è facile!!! Alle volte io personalmente mi ritrovo a combattere con lo stereotipo di me stessa che mi impone di essere una mamma perfetta, quella in stile anni 50, con la gonna ampia perfettamente stirata, i capelli freschi di parrucchiere, la casa in ordine e i bambini perfetti… Tutto in toni pastello! E quando questo non mi riesce mi ritrovo piena di sensi di colpa, anche solo x aver lasciato niky da mia mamma e mio padre (che da bravi nonni hanno eretto in suo onore un tempio greco a Santo Nicolas, nipote perfetto) per essere andata a farmi le unghie o un giro di shopping in pace! È dura essere mamme (e donne) in una società dove si è costantemente giudicate, soprattutto da noi stesse!!!!

    • Che altro aggiungere cara Denise… la vedo esattamente come te. Sensi di colpa a gogo quando invece basterebbe prendersi un momento per sé stesse e tornare più forti e serene dai nostri piccoli. Grazie per il tuo commento e a presto! Areta

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  • Cara Anna Maria,
    io ti conosco e so bene cosa intendi. Hai tra l’altro la fortuna di avere due splendide figlie che sono per te fonte di grandi soddisfazioni.
    Sostanzialmente, diciamo la stessa cosa credo.
    Il punto è: non tutte hanno la tua forza di spirito, tanto da accettare incondizionatamente tutto ciò che essere mamma significa, io in primis. Ecco perchè credo che prendersi qualche momento per sé sia essenziale.
    Grazie per il tuo punto di vista. Traspare dalle tue parole esattamente ciò che sei: una grande donna che ha dato tutto alle proprie bambine. Ti ammiro molto per questo.
    Un abbraccio grande,
    Areta

  • Anna

    Sono d’accordo solo in parte. Certo, siamo imperfette, e grazie a Dio che lo siamo e lo accettiamo, perché non mettersi mai in discussione è segno di una violenza inaudita, soprattutto verso i figli. Ma a me rimane questa convinzione: non mi hanno chiesto di venire al mondo, quindi io devo loro tutto e loro non mi devono nulla. Io devo loro amore e accoglienza incondizionati, e sono ripagata semplicemente dal loro esistere. Ma se sarò serena e felice, sarà una cosa meravigliosa anche per loro… e lasciarle andare (le mie ormai sono già andate … ) è il segno più grande dell’amore che provo.

  • tesoro giuste riflessioni, io non so come mi comporterei da “mamma”
    la tua bimba è una bambolina *_*
    http://tr3ndygirl.com
    bacissimi


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